Manolo Chinato


Manolo Chinato è un poeta spagnolo, nato il 31 dicembre 1952 a Puerto de Béjar (Salamanca). Le sue poesie trattano principalmente temi bucolici, sentimentali e sociali e parte della sua opera è stata pubblicata in un libro intitolato Amore, ribellione, libertà e sangue. È conosciuto per aver collaborato con vari gruppi rock, come Extremoduro, Platero y Tú o Marea.

Della sua opera si possono evidenziare versi tanto belli come questi:

Ho l'anima rauca di amarti

in questa solitudine piena che mi soffoca;

ho gli occhi pieni di luce di immaginarti

e ho gli occhi ciechi di non vederti;

Ho il mio corpo abbandonato all'abbandono

E ho il mio corpo che trema di non poterti toccare;

Ho la voce ruvida di parlare con tanta gente

E ho la voce preziosa di cantarti;

Ho le mani screpolate dalla brina

E ho le mani morbide di accarezzarti in cielo;

Ho solitudine, luce, allegria, tristezza,

Ribellioni, amore, sorrisi e lacrime...

Sono eterno viaggiatore di sogni e illusioni.

Sono eterno viaggiatore di amori.

Attraverserò i mari nella mia nave pirata

con i cannoni incrostati

e la mia bandiera sarà bianca.

Dominerò i cieli come un uccello

liberando dal mio corpo

bianche e multicolori piume d'amore e pace.

Cavalcherò per valli e montagne a cavallo della mia Gitana

Senza lasciare altro segno per il ritorno

che il sorriso e la gentilezza.

Ascolterò storie agghiaccianti di vecchi.

Racconterò storie inventate

a preziosi bambini dolci e birichini;

e amerò teneramente e follemente

la donna che merita l'amore puro

di quel dolce vagabondo.

(Eterno viaggiatore)

Sono uscito in strada abbracciato alla tristezza:

ho visto ciò che nessuno guarda e mi ha dato vergogna e pena.

Solitudine che ti attacchi alla mia anima

nella dolce solitudine di questo campo d'autunno.

Non ci sono momenti di quiete.

Pura ribellione di amori senza amori.

Illusioni pure e puri conformismi

cercando di sollevare lo spirito nostalgico

di voler essere con te e non esserlo mai.

I pianti inconsolabili che strangolano le gole;

gli anziani curvi: sembra che la terra li chiami.

e vedrai di nuovo chi ti ama ubriaco;

ubriaco di amori e libertà.

E anche di vini per dimenticarti. Ubriaco...

Mi dispiace che si ammiri il coraggio in battaglia;

meno male che con i fucili non si uccidono le parole.

E se sorgono saluti e parole

forse noterai la durezza del mio stile

volendo non ferirti in nulla,

e nella mia solitudine ferirmi solo io.

La giustizia è arrestata per ordine dell'avidità;

il denaro che ti salva è lo stesso che ti uccide.

E vedrai senza dubbio la rinascita potente del guerriero

senza paura di leggi né nostalgie

e lo vedrai cadere mille e una volte e rialzarsi di nuovo,

con la pura bandiera della sua razza.

Solitudine di amori triste e pura,

solitudine di amori e follia.

Non darmi più speranze: so che tutto sono bugie;

sacchi pieni di buchi per conservare gioie.

E vedrai senza dubbio la rinascita potente del guerriero

senza paura di leggi né nostalgie

e lo vedrai cadere mille e una volte e rialzarsi di nuovo,

con la pura bandiera della sua razza.

Mi dispiace che si ammiri il coraggio in battaglia;

meno male che con i fucili non si uccidono le parole.

Solitudine di amori triste e pura,

solitudine di amori e follia.

(Abbracciato alla tristezza)

Sono uguale a come sei tu, vento.

Mi penso, mi ribello.

Accarezzo montagne piene di aromi e sogni,

di bambini, di cervi...

Spazzo via dittature e amo la pace e la quiete

e dietro di me, soffio di vento,

vieni tu con me per metterli paura.

E per i contadini e gli allevatori

vieni tu con me per accarezzare i loro sogni

e dare loro l'acqua che stavano chiedendo

a dei confusi... a dei senza cielo.

Lasciami andare con te ribelle e sorridente.

Lasciami andare con te, libero come il vento.

Lasciami andare con te che in te ci sono i miei sogni.

Lasciami andare con te...

o se ne andrà il mio sogno.

(Vento lasciami andare con te)

Ieri notte ho avuto freddo e mi sono disinnamorato un po'.

Ieri notte ho avuto freddo e sono stato poeta.

Ieri notte, mentre la mia carne si gelava

e la mia anima nel mio corpo si nascondeva,

ho visto come il mio amore per te

era un giocattolo passato di moda che ormai non valeva più nulla.

Qualsiasi alba getteranno

il vecchio giocattolo del mio amore in un carro della spazzatura,

e allontanandosi nella solitudine amara

sentirà il carrettiere dare colpi al suo mulo

che tutto gli dà per un po' di paglia

e, a volte, uva marcia.

E sarò lì dove ormai nulla vale nulla

finché un giorno una dolce gitana,

con mocci e lentiggini sul viso,

pulirà con la sua manica unta

lo sporco che la società ha attaccato alla mia anima;

e tornerò ad essere un giocattolo splendente di amore e di gioia.

Che importa che mi inganni se poi mi sorridi!

Che importa essere poeta o essere spazzatura!

Ieri notte ho avuto freddo nel corpo e nell'anima...

Ieri notte ho avuto freddo e la mia libertà d'amore è rimasta congelata.

(Giocattolo d'amore)

All'ombra della mia ombra

mi sto facendo un cappello;

cappello di lunghe paglie

che ho raccolto dal suolo.

Lo farò con l'ala larga,

che quasi arrivi fino al cielo

per non vedere molte volte

le cose che non voglio vedere.

Non voglio vedere ingiustizie né miserie;

non voglio vedere militari né principesse;

non voglio vedere dittature né povertà;

non voglio vedere religioni ricche, né regine.

Che voglio solo vedere i poveri senza miseria;

i ricchi senza denaro nudi su questa terra;

infiniti cuori uniti dall'amore

e uniti contro la guerra.

All'ombra della mia ombra

mi sto facendo un cappello

ma smetterò di farlo

per lottare con due palle.

(All'ombra della mia ombra)

Cosa ha il tuo veleno che mi toglie la vita solo con un bacio

e mi porta sulla luna e mi offre la droga che tutto cura?

Dipendenza benedetta; invisibile catena che mi lega alla vita,

e nei momenti oscuri una pacca sulla spalla e sono già più sicuro.

Mi si arrossano le orecchie se mi baci.

Fai faccia di pena che già sai che farò tutto ciò che vuoi.

Occhi di luna piena: il tuo sguardo è di fuoco e il mio corpo di cera.

tu sei il mio verso, piuma, carta e sentimento;

la notte io, e tu la luna; tu la birra e io la schiuma.

Mi si arrossano le orecchie se mi baci.

Ho l'anima rauca di amarti

in questa solitudine piena che mi soffoca;

ho gli occhi pieni di luce di immaginarti

e ho gli occhi ciechi di non vederti;

ho il mio corpo abbandonato all'abbandono

e ho il mio corpo che trema di non poterti toccare;

ho la voce ruvida di parlare con tanta gente

e ho la voce preziosa di cantarti;

ho le mani screpolate dalla brina

e ho le mani morbide di accarezzarti in cielo;

ho solitudine, luce, allegria, tristezza,

ribellioni, amore, sorrisi e lacrime...

E ho anche te, preziosa,

che cammini per le vene con il mio sangue.

(Rojitas)

Vorrei che la mia voce fosse così forte

che a volte rimbombassero le montagne

e ascoltaste le menti-social-addormentate

le parole d'amore della mia gola.

Aprite le braccia, la mente e condividetevi

che vi hanno insegnato solo l'odio e l'avidità

e io voglio che tutti come fratelli

condividiamo amori, lacrime e sorrisi.

Da piccolo mi imposero le abitudini

mi educarono per diventare un uomo ricco

ma ora preferisco essere un indiano

che un importante avvocato.

Bisogna lasciare il cammino sociale asfaltato

perché su di esso ci restano attaccati gli zoccoli

bisogna volare liberi al sole e al vento

distribuendo l'amore che hai dentro.

(Ama, ama, ama e allarga l'anima).

La solitudine non è così sola...

Non vedi che a me non mi abbandona!

Come una tempesta che strappa i tetti;

non so chi mi ha tolto ciò che non mi aveva mai dato.

Mi affaccio alla finestra, piove sempre

e nella mia vecchia radio suona "Sole d'inverno".

Perso nel cammino tra l'amore e l'odio;

così vicino al cielo come al demonio...

Cosa è successo che non vuole uscire?

- Un raggio di sole che mi aiuti a vivere.

Cosa è successo? Si è dimenticato di me?

- E io mi sento triste se il cielo è grigio.

Dammi liquore di ala di gabbiano:

voglio volare, bagnarmi con le onde.

Dammi liquore di orecchio di coniglio

che voglio sentire la tua voce anche se sei lontano.

Vieni, Manolillo, lasciami il cappello;

quello con l'ala larga che arriva fino al cielo.

Mettilo a bocca in su, riempilo di versi;

lasciali volare, che li distribuisca il vento!.

Cosa è successo che non vuole uscire?

- Un raggio di sole che mi aiuti a vivere.

Cosa è successo? Si è dimenticato di me?

- E io mi sento triste se il cielo è grigio.

(Se il cielo è grigio)

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